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	<title>ManifestA</title>
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	<title>ManifestA</title>
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		<title>Palestina in Comune: al via la campagna!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Pavia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 16:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finalmente ci siamo! In tanti ci avete chiesto in questi mesi su cosa poter fare di concreto di fronte ai crimini commessi da Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania occupata. Oltre 54.000 morti, il 92% delle abitazioni distrutte, oltre due milioni di sfollati, arresti di massa, violenze dei coloni. La risposta politica? Un&#8217;inerzia&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/palestina-in-comune-al-via-la-campagna/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Palestina in Comune: al via la campagna!</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Finalmente ci siamo! In tanti ci avete chiesto in questi mesi su cosa poter fare di concreto di fronte ai crimini commessi da Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania occupata.</p>



<p>Oltre 54.000 morti, il 92% delle abitazioni distrutte, oltre due milioni di sfollati, arresti di massa, violenze dei coloni.</p>



<p>La risposta politica? Un&#8217;inerzia complice del governo Meloni e della comunità internazionale. Dopo mesi di intenso lavoro finalmente ci siamo e assieme ad altre 12 organizzazioni italiane lanciamo un appello urgente e una proposta di azione concreta e tangibile.</p>



<p>Trovate tutto qui, https://www.entiterritorialiperlapalestina.it, l&#8217;appello, il toolkit, il modulo di adesione e contatti.</p>



<p>L’iniziativa chiama in causa regioni, comuni, città metropolitane e province, chiedendo azioni concrete:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sospendere o evitare accordi con Israele che legittimano l’occupazione;</li>



<li>rivedere relazioni culturali e commerciali;</li>



<li>accogliere profughi e sostenere la popolazione palestinese;</li>



<li>promuovere iniziative di solidarietà. Il diritto internazionale, faro delle relazioni tra Stati e dei diritti umani essenziali, da tutti tirato in causa pro domo sua, impone chiari obblighi anche verso gli Enti locali: tocca a noi far sentire la voce dei territori.</li>
</ul>



<p>Oggi si parte! Parliamone, condividiamo, attiviamoci! Noi ci siamo!</p>



<p>stopcomplicità#PalestinaInComune</p>
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		<title>Il nostro NO a #ReArm e alla piazza del 15 marzo</title>
		<link>https://www.associazionemanifesta.it/il-nostro-no-a-rearm-e-alla-piazza-del-15-marzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Yana Ehm]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 19:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>800 miliardi per la spesa militare, la pace attraverso la guerra e la violenza, in pieno contrasto con l’Europa dei diritti, della pace, dei valori e della sicurezza comune.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Ottenere la pace attraverso la forza&#8221;: Ecco a cosa servono gli 800 miliardi per la spesa militare, promossi dalla presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen. La pace attraverso la guerra e la violenza, riconversione bellica, rafforzamento del complesso militare industriale, in pieno contrasto con l&#8217;Europa dei diritti, della pace, dei valori e della sicurezza comune.</p>



<p>La priorità assoluta dell&#8217;Europa, in questo momento di rapidissimo cambiamento, dove siamo circondati da guerre, soprusi, divario crescente tra ricchi e poveri e massima incertezza, dovrebbe essere un rapido cambiamento e una protezione efficace dei diritti fondamentali, di un economia etica e un futuro giusto e sostenibile, per il nostro presente, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi, per i nostri figli.</p>



<p>C&#8217;è un senso di smarrimento comune, lo viviamo tutti ed è legittimo. Eppure non possiamo condividere una piazza che sostiene direttamente o indirettamente questo modello d&#8217;Europa, ivi incluso il piano #ReArm. Quella piazza del 15 marzo non ci appartiene, non ci può appartenere.</p>



<p>La coerenza e il coraggio in politica per noi sono valori imprescindibili. E ci piace raccontarlo con fatto concreti e tangibili: nel 2021 abbiamo ottenuto lo stop dell&#8217;invio di armi verso lo Yemen, nel marzo 2022 eravamo tra le pochissime voci in parlamento a votare convintamente contro l&#8217;invio di armi in Ucraina e contro l&#8217;ordine del giorno che ha sancito l&#8217;aumento della spesa militare al 2% del Pil. Pochissimi i voti contrari, soltanto 24! Non ci siamo arrese, decreto dopo decreto, scendendo in piazza, per le strade, lottando per quell&#8217;Italia e quell&#8217; Europa che ha inserito la pace e diritti fondamentali nei dettati costituzionali.</p>



<p>Il nostro è dunque un grande NON IN NOSTRO NOME! C&#8217;è piuttosto bisogno di contrastare quel piano con grande determinazione e coraggio, lottando per una pagina d&#8217;Europa diversa, partendo dalla battimento di muri e la costruzione di ponti, legami, dialoghi. Un&#8217; Europa che priotizza il disarmo e la sicurezza comune, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile.</p>



<p>Bisogna fare in fretta, prima che sia davvero troppo tardi. E&nbsp;noi&nbsp;ci&nbsp;saremo!☮</p>



<p></p>
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		<title>Governo Meloni e contrasto alla povertà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Suriano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 14:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto povertà]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà in Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia del 2024, così poco raccontata dai media tradizionali, è fatta anche da 5,7 milioni di donne e uomini, bambine e bambini in condizione di povertà assoluta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Alessandro Vercesi.</p>



<p>L’Italia del 2024, così poco raccontata dai media tradizionali, è fatta anche da 5,7 milioni di donne e uomini, bambine e bambini in condizione di povertà assoluta, persone dimenticate dal Governo e poco rappresentate dai partiti di opposizione che siedono in Parlamento oggi. Le stime indicano un trend in crescita, drammaticamente.</p>



<p>Di questi, oltre un milione e 295 mila sono bambini. Sono dati forniti dall&#8217;Istat.</p>



<p>Il Governo ignora soprattutto la povertà infantile e quanto questa sia in grado di determinare anche povertà alimentare, sanitaria, educativa e poi formativa, provocando enormi disuguaglianze ed emarginazioni sociali in grado di scaturire in divisioni e odio.</p>



<p>L&#8217;incapacità di una famiglia di acquistare un pasto proteico ogni due giorni riguarda 200 mila bambini di età inferiore a 5 anni. Le associazioni di volontariato sono al momento la migliore risorsa che abbiamo, in grado di sopperire almeno parzialmente all’assenza dello Stato.</p>



<p>Palesi le disuguaglianze tra Nord e Sud: i bambini nati nel Meridione hanno un tasso di mortalità infantile significativamente più alto rispetto al Nord.</p>



<p>Già: mortalità infantile!!! Ci sembra tornare indietro di almeno un secolo. E le ricerche lo confermano: i bambini provenienti da famiglie povere sono maggiormente esposti a malattie croniche, obesità, malnutrizione e disagi psicologici.</p>



<p>In molte regioni, meno del 20% dei bambini sotto i 3 anni riesce ad accedere ad asili nido, e la carenza di offerta educativa compromette il loro futuro se non possono sviluppare ed esprimere il loro potenziale e la loro unicità.</p>



<p>Sappiamo bene come le disuguaglianze nell’accesso alle cure, allo studio, all’educazione generino circoli viziosi che si ripercuotono nei decenni a venire e che pregiudicano il lavoro e la vita delle famiglie e dei giovani del domani. Tra i giovani, le famiglie, gli anziani, solo chi ha già potrà studiare e realizzarsi, permettersi di costruire una famiglia e curarsi.</p>



<p>Il Governo come si comporta davanti a tutto questo? Non solo finge di non vedere, ma su di loro fa cassa!!!</p>



<p>Nel disegno di&nbsp;<a href="https://www.cgil.it/tag/legge-di-bilancio-2025">Legge di Bilancio 2025</a>&nbsp;nessun investimento. Al contrario, sono ben 1,1 milioni di persone in meno a beneficiare di Reddito o Pensione di Cittadinanza rispetto allo scorso anno, strumento necessario anche se insufficiente per sostenere e fornire gli strumenti necessari per accedere a questo mercato del lavoro così competitivo, mutato e globalizzato.</p>



<p>Questo è il sostegno delle Destre alla famiglia e al “popolo”, troppo impegnate nella propaganda, negli investimenti sul riarmo, nel diminuire le tasse ai professionisti che guadagnano almeno 100.000 euro l’anno, e nel consentire una più disinvolta evasione fiscale dei più ricchi.</p>



<p>Salute</p>



<p>Sull’accesso ai servizi sanitari, Istat riporta che 4 milioni e mezzo di cittadini rinunciano a curarsi: nella sanità pubblica l’accesso ai controlli medici e alle cure richiedono mesi se non anni, e la sanità privata è un lusso che non tutti se lo possono permettere.</p>



<p>Qual è la realtà sulla risposta dello Stato all’emergenza più grave che stiamo attraversando? Gli aumenti effettivi previsti dalla manovra di bilancio per il 2025 sono di soli 1,3 miliardi di euro, rispetto ai 3,5 miliardi promessi sulla base delle richieste di medici e operatori sanitari, finanziamenti insufficienti. I rinnovi contrattuali del personale che avverranno non consentiranno di attuare il piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri, così desiderati dall’attuale ministro della Salute.</p>



<p>Per fornire informazioni corrette sull’effettiva portata di ogni investimento pubblico, occorre rapportare sempre la quantità di investimento con la ricchezza prodotta nel Paese. Da ciò emerge una chiara riduzione degli investimenti per la sanità rispetto alla ricchezza che il nostro Paese produce. Sulle misure per abbattere le liste di attesa, è previsto un aumento del tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati, che crescerà di 61,5 milioni nel 2025 e di 123 milioni nel 2026.</p>



<p>Soggetti privati, esattamente. Ed il futuro delle strutture pubbliche in grado di garantire a chiunque l’accesso?? Non è difficile comprendere come la tutela della salute di tutti non sia una priorità per il Governo.</p>



<p>Vi chiederete cosa proponiamo noi. Molti partiti parlano di sanità e lotta alla povertà, ma non sono credibili se contestualmente non si indica dove reperire le risorse finanziarie, dato il quadro finanziario tutt’altro che roseo. Le risorse ci sarebbero eccome se ci fosse il coraggio di proporre di tassare di più le speculazioni finanziarie, bancarie, energetiche e delle armi, considerati gli altissimi profitti, i grandi patrimoni sopra il milione di euro, prevedendo l’immediato ritiro di armamenti e ogni altro aiuto alle nazioni che stanno perpetrando guerre e massacri non giustificabili.</p>



<p>E voi cosa ne pensate? Conduciamo insieme questa battaglia per il nostro futuro, fuori e dentro le istituzioni!!!</p>



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https://www.associazionemanifesta.it/il-governo-meloni-e-il-contrasto-alla-poverta
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-05-14-224244-1-1024x694.png" alt="" class="wp-image-896" srcset="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-05-14-224244-1-1024x694.png 1024w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-05-14-224244-1-300x203.png 300w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-05-14-224244-1-768x520.png 768w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-05-14-224244-1.png 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Fermiamo il conflitto in Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Yana Ehm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa accade oggi a Gaza, nei territori, in Libano? Serve parlarne e parlarne ancora. Ci vediamo venerdì, 15 novembre 2024 alle 16 nel cuore di Firenze e della politica cittadina, a Palazzo Vecchio, Sala Firenze Capitale. È un onore avere con noi Francesca Albanese e confrontarci con operatori dal campo, esperti di diritto internazionale, dell&#8217;informazione,&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/fermiamo-il-conflitto-in-medio-oriente/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Fermiamo il conflitto in Medio Oriente</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosa accade oggi a Gaza, nei territori, in Libano? Serve parlarne e parlarne ancora.<br><br>Ci vediamo venerdì, 15 novembre 2024 alle 16 nel cuore di Firenze e della politica cittadina, a Palazzo Vecchio, Sala Firenze Capitale.<br><br>È un onore avere con noi Francesca Albanese e confrontarci con operatori dal campo, esperti di diritto internazionale, dell&#8217;informazione, e rappresentanti della società civile che ogni giorno svolgono un lavoro prezioso.<br><br>• Francesca Albanese con noi in collegamento<br>• Tina Marinari, Amnesty Internationaal <br>• Tala Nasir, Addameer con noi in collegamento<br>•Paolo Pezzati, Oxfam Italia<br>•Chiara Cruciati, Il Manifesto<br>•Anna Meli, Cospe<br>•Giulia Torrini, Un Ponte Per<br>• Manfredi lo Sauro, Arci Firenze<br><br>Cosa può fare l&#8217;Italia? Sicuramente molto di più di quanto fatto fin&#8217;ora. Partendo dai territori, dalla politica locale, da gesti piccoli,che però in realtà fanno davvero la differenza. <br><br>Ci vediamo il 15, venite, condividete e passate parola. È importante vederci e non smettere di mettere luce su quanto sta accadendo!<br><br>#firenze #eventi #manifesta #palestina #pace #societacivile #dirittointernazionale</p>
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		<title>Agire secondo natura. La lezione dell’Emilia Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Virginia La Mura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 12:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conversione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[suoli sani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passata la fase acuta dell’emergenza, in Emilia Romagna hanno iniziato a fare la conta dei danni. L’Arpa regionale ha fatto sapere che in un’area di circa 800 chilometri quadrati, nei due eventi alluvionali del 5 e 16 maggio, sono caduti 350 milioni di metri cubi d’acqua, circa il 60% delle precipitazioni medie di un anno.&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/agire-secondo-natura/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Agire secondo natura. <br />La lezione dell’Emilia Romagna</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemanifesta.it/agire-secondo-natura/">Agire secondo natura. &lt;br&gt;La lezione dell’Emilia Romagna</a> proviene da <a href="https://www.associazionemanifesta.it">ManifestA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Passata la fase acuta dell’emergenza, in Emilia Romagna hanno iniziato a fare la conta dei danni. L’Arpa regionale ha fatto sapere che<strong> in un’area di circa 800 chilometri quadrati</strong>, <strong>nei due eventi alluvionali del 5 e 16 maggio, sono caduti 350 milioni di metri cubi d’acqua, circa il 60% delle precipitazioni medie di un anno.</strong></p>



<p><strong>È l’effetto dei cambiamenti climatici ma anche la conseguenza del nostro non adottare misure secondo natura.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_SkyTg24.jpeg" alt="" class="wp-image-763" width="819" height="512" srcset="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_SkyTg24.jpeg 1024w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_SkyTg24-300x188.jpeg 300w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_SkyTg24-768x481.jpeg 768w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading">La cementificazione selvaggia</h4>



<p><strong>In Emilia Romagna sono esondati o hanno rotto gli argini ben 23 fiumi</strong> &#8211; corpi ecologici complessi a cui serve spazio per evitare che se lo riprendano con la forza. <strong>Nel corso di decenni, i reticoli dei fiumi sono stati ingegnerizzati e canalizzati con argini alti, stretti e rigidi </strong>perché serviva campo libero agli insediamenti umani. Per non parlare delle dighe, dei bacini artificiali e invasi che ci hanno illuso che l’ecologia e la natura potessero essere controllate con l’ingegneria.</p>



<p><strong>Tutto questo è accaduto mentre la comunità scientifica e numerosi tecnici sono rimasti voci di sottofondo</strong>. </p>



<p>Secondo i dati Ispra <strong>l&#8217;Emilia Romagna è la terza in Italia per incremento di suolo consumato tra il 2020 è il 2021</strong>, e nella classifica dei comuni, al secondo posto solo dopo la Capitale, c’è proprio Ravenna. Il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione dei terreni aumentano l’impatto dei cambiamenti climatici, uno tra gli indicatori di quanto gravi siano queste minacce è che ad esempio ancora oggi, a distanza di 15 giorni dall’ultima terribile alluvione, i campi adibiti all’agricoltura siano ancora invasi dall’acqua.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Soluzioni coraggiose: permettere ai territori di funzionare come spugne</h4>



<p>Le soluzioni per mettere in sicurezza i territori ci sono, rinaturalizzare le sponde, costituire le infrastrutture verdi per <strong>permettere alle aree che circondano i corsi d’acqua di funzionare come spugne</strong> che trattengono acqua durante le piene, per poi rilasciarla nei momenti di carenza idrica, in barba a desalinizzatori e casse di espansione. La questione è che in un mondo sempre più interconnesso, dove quotidianamente gli eventi ambientali ci rivelano la gravità delle nostre azioni, <strong>bisogna porsi obiettivi coraggiosi che partano da una profonda conoscenza ambientale</strong>. Gli strumenti e le proposte già ci sono, il mio ultimo lascito parlamentare con la legge quadro sul suolo ne è una prova, quello che manca è una visione politica forte e interessata al bene comune. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Suoli sani, la mia proposta di legge in Senato </h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-767" srcset="https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1-300x200.jpeg 300w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1-768x512.jpeg 768w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1-930x620.jpeg 930w, https://www.associazionemanifesta.it/wp-content/uploads/2023/06/SUOLO_piantina-1.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Questi temi li ho affrontati in maniera approfondita nella mia <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01355644.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>proposta di legge quadro sul suolo</strong></a> <strong>depositata e incardinata nel 2018 in Commissione Ambiente del Senato</strong>. Nel 2022 ho depositato in Senato la proposta di legge sul suolo aggiornata con le novità adottate dalla Commissione europea nella <strong>nuova Strategia europea del suolo</strong> <strong>per il 2030</strong>. L’intento, ancora valido, se qualcuno si rendesse conto di quanto importante sia l’eredità che ho lasciato, è quello di uniformare la conoscenza sul suolo partendo dall’asserto che la terra &#8211; insieme all’acqua &#8211; è il segno tangibile di come tutto in natura sia collegato. Un aspetto che bisognerebbe interpretare per favorire la prevenzione, ossia prendere in considerazione ciò che è successo prima dell’evento catastrofico, analizzando il problema su scale più ampie, dal piccolo al grande per arrivare a una soluzione coordinata. La legge quadro sul suolo depositata è estremamente operativa, essa individua le misure per tutelare i suoli che godono di buona salute, risanare quelli il cui stato di salute non è ottimale perché sono sottoposti a una o più minacce, e gestire i suoli in modo da conservarne le funzioni e i servizi ecosistemici. <strong>L’obiettivo primario della legge è quello di tutelare i suoli vergini e sani, adottare metodi agricoli rigenerativi, ridurne il consumo e adottarli come alleati per l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici.</strong></p>



<p>La legge quadro che ho depositato in Senato propone di servirsi di alcune <strong>linee guida e prescrizioni tecniche mediante specifici programmi di azione tarati per ogni tipo di minaccia</strong>, quali l’erosione, la compattazione, la salinizzazione, la perdita della sostanza organica, la perdita di biodiversità, la contaminazione dei suoli, le frane e le alluvioni, l’impermeabilizzazione e la desertificazione, ossia tutte conseguenze dell’uso e della gestione non sostenibile del suolo nonchè dell’emissione di sostanze inquinanti, e <strong>costruire finalmente una banca dati nazionale e una cartografia dei suoli italiani.</strong></p>



<p>di Virginia La Mura</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemanifesta.it/agire-secondo-natura/">Agire secondo natura. &lt;br&gt;La lezione dell’Emilia Romagna</a> proviene da <a href="https://www.associazionemanifesta.it">ManifestA</a>.</p>
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		<title>E se fossero i giovani a decidere sul futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Yana Ehm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 15:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conversione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Donne e diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento Climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Gender]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Responsabilità, unione e volontà di agire: Ecco Ie parole chiave della conferenza “Across the Sea”, dal 5 al 7 Giugno a Genova e con un obiettivo tanto importante quanto ambizioso, e cioè quello di redigere un piano d’azione concreto per il futuro del Mediterraneo, con focus su temi come il cambiamento climatico, le migrazioni e&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/across-the-sea/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">E se fossero i giovani a decidere sul futuro?</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Responsabilità, unione e volontà di agire: Ecco Ie parole chiave della conferenza “Across the Sea”, dal 5 al 7 Giugno a Genova e con un obiettivo tanto importante quanto ambizioso, e cioè quello di redigere un piano d’azione concreto per il futuro del Mediterraneo, con focus su temi come il cambiamento climatico, le migrazioni e gender.</p>



<p>Un’iniziativa ideata da tre giovani Alfieri della repubblica: Chiara Damasco, Virginia Barchiesi e Manuel Pala. Presenti oltre 40 giovani studenti provenienti da 13 paesi del Mediterraneo, portando avanti valori come la pace, il rispetto, il dialogo interculturale, la partecipazione giovanile. Il rispetto tra popoli e cooperazione tra le nazioni.</p>



<p>È stato un vero onore per me partecipare alla cerimonia d’apertura, in rappresentanza dell’Assemblea Parlamentare per il Mediterraneo (PAM) e come Presidente di ManifestA. Le voci e le idee dei giovani sono determinanti per superare le azioni di breve termine, per agire con soluzioni inclusive e sostenibili a lungo termine. &nbsp;</p>



<p>Un confronto su questioni come la guerra, il cambiamento climatico, le migrazioni e l’uguaglianza di genere, tematiche centrali che richiedono risposte urgenti e che non possono più essere rimandate.<br>La regione del Mediterraneo ospita oltre 510 milioni di persone e le conseguenze del cambiamento climatico, come temperature più alte, siccità, desertificazione e l’innalzamento del livello del mare, stanno influenzando pesantemente la possibilità di sostentamento delle persone, provocando gravi ripercussioni sulla salute pubblica, sulla sicurezza alimentare ed energetica. Non solo, il cambiamento climatico e la scarsità di risorse innesca tensioni e competizioni per le scarse risorse naturali, contribuendo a accrescere conflitti e instabilità.</p>



<p>Il bacino del Mediterraneo è estremamente vulnerabile, come abbiamo potuto constatare anche recentemente nella drammatica alluvione in Emilia-Romagna. Parliamo di condizioni che costringeranno milioni di persone – la stima è di oltre 216 milioni di persone entro il 2050 &#8211; a lasciare la propria terra, se non intraprendiamo azioni concrete per il clima e lo sviluppo. Un numero estremamente preoccupante! Solo nel 2023 oltre 60.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo, raggiungendo livelli record. 1090 persone sono morte o disperse da inizio anno, rendendo la rotta mediterranea quella più mortale al mondo.</p>



<p>Parlando di migrazioni e cambiamenti climatici, non si può ignorare l’impatto che questi hanno anche sui diritti delle donne.<br>Considerate le prime vittime, questi cambiamenti non fanno altro che ampliare le disuguaglianze di genere esistenti e porre minacce uniche ai mezzi di sussistenza, salute e sicurezza. Una ripartizione ineguale di potere tra uomini e donne, dove il divario di genere nell’accesso all’istruzione e alle opportunità di lavoro, alla violenza di genere e tutte le alter forme di discriminazione di genere profondamente radicate diventa sempre più ampio, piuttosto che ridursi. Ma le donne sono anche quelle in prima linea per fornire soluzioni concrete ed essere motori concreti di cambiamento.</p>



<p>Che il documento prodotto in questi tre giorni a Genova sia l’inizio di nuovi obiettivi, proposte ma soprattutto ascolto e confronto dalla controparte politica. Perche sovente chiediamo ai giovani di stare in primo piano e partecipare attivamente, ma quando ciò accade spesso dall’altra parte non c’è nessuno.</p>



<p>Noi di ManifestA ci siamo e ci saremo. Buon lavoro!</p>



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		<title>Salario Minimo: siamo partiti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Yana Ehm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 15:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[10èilminimo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salario Minimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica Italiana fondata sul lavoro, è iniziata la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per l&#8217;istituzione di un salario minimo legale! A qualcuno sembrerà strano, ma l’Italia è l’unico paese europeo dove negli ultimi trent&#8217;anni i salari sono diminuiti invece di aumentare. Lavoriamo tanto, in&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/salariominimo/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Salario Minimo: siamo partiti!</span></a></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>Il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica Italiana fondata sul lavoro, è iniziata la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per l&#8217;istituzione di un salario minimo legale!</p>



<p>A qualcuno sembrerà strano, ma l’Italia è l’unico paese europeo dove negli ultimi trent&#8217;anni i salari sono diminuiti invece di aumentare. Lavoriamo tanto, in modo precario, senza tutele, con stipendi spesso insufficienti per vivere dignitosamente.</p>



<p>Il salario minimo legale serve, e subito! Per far sì che chiunque, qualunque sia il lavoro che svolge, guadagni almeno 10 euro l’ora, con la garanzia che lo stipendio venga adeguato all&#8217;aumento del costo della vita.</p>



<p>Per noi di ManifestA è un obiettivo importante, che ci porta ad essere in linea con gli altri paesi europei, ancora più necessario oggi, con l’aumento drammatico del carovita e dell’inflazione.</p>



<p>Troverete in tutta Italia i banchetti di Unione Popolare per firmare la proposta di legge di iniziativa popolare. Insieme possiamo dire basta ai contratti truffa e allo sfruttamento.</p>
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		<title>5&#215;1000 a ManifestA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Pavia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 13:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[5x1000]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Care e cari, oggi chiediamo il vostro supporto! Prima come componente parlamentare e ora come associazione, stiamo lavorando assiduamente su temi importanti come pace, lavoro, diritti e ambiente e con la volontà di riuscire sempre più a fornire formazione, informazione e convergenza culturale e politica. Per questo 2023 è possibile sostenere l&#8217;associazione ManifestA con il&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/5x1000-a-manifesta/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">5&#215;1000 a ManifestA</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care e cari, oggi chiediamo il vostro supporto!</p>



<p>Prima come componente parlamentare e ora come associazione, stiamo lavorando assiduamente su temi importanti come pace, lavoro, diritti e ambiente e con la volontà di riuscire sempre più a fornire formazione, informazione e convergenza culturale e politica.</p>



<p>Per questo 2023 è possibile sostenere l&#8217;associazione ManifestA con il vostro 5xMille, inserendo il nostro Codice Fiscale 94316320483 nella apposita casella riguardante gli Enti del Terzo settore della dichiarazione dei redditi.</p>



<p>Un semplice gesto per un grande supporto.<br>Ogni contributo vale per noi immensamente!</p>



<p>Grazie di &#x2665;&#xfe0f;!</p>
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		<title>Autonomia differenziata e (dis)livelli essenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Pavia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 15:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomia differenziata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono trascorsi più di 20 anni dall’introduzione nell’articolo 117 della Costituzione dei Livelli Essenziali di Prestazione (LEP), grazie ai quali lo Stato italiano dovrebbe garantire l’erogazione, su tutto il territorio nazionale, di servizi e prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, quali la salute, l’istruzione, l’assistenza sociale e i trasporti. Non solo, lo Stato, sempre&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/autonomia-differenziata-e-dislivelli-essenziali/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Autonomia differenziata e (dis)livelli essenziali</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono trascorsi più di 20 anni dall’introduzione nell’articolo 117 della Costituzione dei Livelli Essenziali di Prestazione (LEP), grazie ai quali lo Stato italiano dovrebbe garantire l’erogazione, su tutto il territorio nazionale, di servizi e prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, quali la salute, l’istruzione, l’assistenza sociale e i trasporti.</p>



<p>Non solo, lo Stato, sempre secondo la Carta costituzionale, dovrebbe poter essere in grado di garantire a comuni, province, città metropolitane e regioni le risorse economiche necessarie per erogare questi servizi.</p>



<p>Ma contrariamente a quanto dettato dalla Costituzione, dati Istat 2020 alla mano, la diffusione dei servizi nei territori è fortemente eterogenea, tanto che, ad esempio, i servizi prima infanzia, sono stati erogati dall’89,6% dei comuni dell’Emilia Romagna contro il 19,3% dei comuni della Calabria. Anche la Svimez sottolinea in uno dei suoi rapporti come sul fronte dei divari tra Nord e Sud rimangano preoccupanti quelli nella filiera dell’istruzione. Sempre nell’ambito della scuola d’infanzia, la carenza d’offerta a sfavore del Mezzogiorno riguarda in particolare gli orari di frequenza, in quanto al sud è molto meno diffuso l’orario prolungato rispetto al centro-nord. Mentre nella scuola primaria la percentuale di alunni che frequenta a tempo pieno è più bassa nelle regioni meridionali rispetto al resto del Paese. E poi ancora nel Mezzogiorno circa 650 mila alunni delle scuole primarie statali non beneficiano di alcun servizio mensa e circa 550 mila allievi non frequentano scuole dotate di una palestra. Analogamente, il 57% degli alunni meridionali della scuola secondaria di secondo grado non ha accesso a una palestra; la stessa percentuale che si registra nella scuola secondaria di primo grado.</p>



<p>È utile domandarsi, quindi, se la definizione delle soglie di qualità dei servizi e il numero di prestazioni disponibili per ogni cittadina e cittadino, residente in qualunque area geografica italiana, industrializzata o rurale, anziano o giovane, disabile o abile, possa davvero garantire il soddisfacimento dei diritti civili e sociali costituzionali.</p>



<p>Una risposta negativa a questo interrogativo non è una possibilità remota se ad esempio pensiamo alle potenzialità inespresse dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento di un ticket. Possiamo ammettere senza alcuno sforzo che sin dalla loro definizione hanno espresso tutti i loro limiti: vi sono evidenti differenze territoriali per quanto riguarda l’offerta sanitaria, un indice tra tutti è il fenomeno dei viaggi fuori regione per trovare cure efficienti ed espletate in tempi ragionevoli.</p>



<p>La domanda, arrivati a questo punto, appare forse retorica: perché investire tempo, risorse ed energie per definire un ulteriore modello fallimentare?</p>



<p>I Lea ci insegnano che anche sui Lep potrebbero sorgere problemi legati alla tempistica, ossia una volta elencati i servizi bisognerà renderli operativi in tutto il Paese in maniera uguale, e potrebbero passare anni. E poi sui Lep grava la questione delle risorse necessarie a sostenerli. Ad oggi il governo promotore dell’autonomia differenziata si muove nel mondo delle idee, in ballo ci potrebbe essere la possibilità di recuperare il divario tra regioni ricorrendo ai fondi nazionali di sviluppo e coesione e a quelli europei, ma nella realtà sappiamo che sarà molto difficile procedere nel percorso di definizione delle risorse in base alla valutazione dei costi standard. Un’ipotesi quest’ultima che ad esempio non è stata perseguita per i Lea, che invece sono stati strutturati seguendo il mantenimento dell’equilibrio nel bilancio pubblico, ossia il fabbisogno standard corrisponde a ciò che possiamo permetterci.</p>



<p>Sono quindi due gli elementi che andrebbero sottolineati per chiudere il cerchio, il primo è più che altro propositivo, il secondo attiene alla visione politica su cui si basa l’attuale società.</p>



<p>1. Invece di dare alle regioni una maggiore possibilità di intervento, probabilmente sarebbe meglio valorizzare le realtà locali, controllare in maniera seria l’efficienza della spesa pubblica, con il fine di erogare servizi realmente utili e appropriati alle esigenze dei cittadini.</p>



<p>2. I livelli essenziali delle prestazioni, così come altri strumenti introdotti a livello statale, sono l’ennesimo tentativo di gestire questa società in cui tutto viene ridotto a un numero, anche i diritti delle persone. Continuano ad applicare una metodologia aziendale su tutto ciò che attiene alla sfera pubblica, stanno dando un costo ai diritti azzerando il dibattito e limitando la riflessione su di essi e il benessere sociale in base alla loro sostenibilità finanziaria, che potrebbe significare circa 80 Miliardi di euro sottratti allo Stato per l’erogazione dei servizi pubblici tutto il Paese, pari a quanto le regioni ricche intendono trattenere nelle loro casse.</p>
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		<title>8 anni di conflitto in Yemen</title>
		<link>https://www.associazionemanifesta.it/8-anni-di-conflitto-in-yemen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Pavia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 21:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre 8 anni di conflitto, lo Yemen è e rimane il paese con la peggiore crisi umanitaria e necessità dunque priorità assoluta: 24 su 28 milioni di abitanti vivono sotto la soglia di povertà e ben 21,6 milioni necessitano di assistenza umanitaria e servizi di protezione. A ciò si aggiungono malattie e carestie, tra&#8230;&#160;<a href="https://www.associazionemanifesta.it/8-anni-di-conflitto-in-yemen/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">8 anni di conflitto in Yemen</span></a></p>
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<p>Dopo oltre 8 anni di conflitto, lo Yemen è e rimane il paese con la peggiore crisi umanitaria e necessità dunque priorità assoluta: 24 su 28 milioni di abitanti vivono sotto la soglia di povertà e ben 21,6 milioni necessitano di assistenza umanitaria e servizi di protezione. A ciò si aggiungono malattie e carestie, tra cui il colera, che colpiscono soprattutto le fasce più deboli, e cioè donne e bambini.</p>



<p>La “buona notizia” in tutto ciò? Lo scorso aprile lo Yemen aveva visto uno spiraglio di luce con l’inizio di una nuova tregua, la più lunga mai raggiunta dall’inizio del conflitto. L’interruzione delle ostilità ebbe inizio il 2 aprile 2022, terminando ufficialmente lo scorso 2 ottobre, ma che vede sino ad oggi un’assenza di combattimenti su vasta scala e dunque una ripresa cauta dell’economia e della vita quotidiana del paese. Sono ripresi i voli tra Sana’a ed Amman, arrivano le navi di rifornimento nel porto di Hodeida, migliorano cautamente gli accessi degli aiuti umanitari, continuano gli sforzi diplomatici e di dialogo, grazie al lavoro dell’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Hans Grundberg.&nbsp;</p>



<p>Entrambi gli schieramenti non intendono darsi per vinti, con episodi di violenza, attacchi e nuovi accordi militari, eppure gli sforzi diplomatici e di tregua mostrano che per raggiungere la pace… occorre ogni singolo sforzo.</p>



<p>Anche l’Italia fa la sua parte. Lo ha fatto bloccando l’export di bombe e missili verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, lo fa tramite un sostegno annuale di oltre 5 milioni di euro e recentemente ha anche stipulato nuovi accordi sul fronte della protezione culturale. Si può fare di più? Eccomi si, anzi, si deve.</p>



<p>La situazione resta estremamente complessa! Particolarmente sul fronte degli impedimenti di accesso e della sicurezza, tra i peggiori al mondo. Soltanto l’anno scorso vi erano stati più di 3.300 incidenti per l’accesso e quasi 150 episodi di violenza contro il personale.&nbsp;</p>



<p>C’è bisogno di ancora più sostegno e sforzo. La prossima conferenza di sostegno sarà attorno a marzo 2023 e lì l’Italia, in quell’occasione, può dimostrare&nbsp;il&nbsp;suo&nbsp;impegno!</p>
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