Responsabilità, unione e volontà di agire: Ecco Ie parole chiave della conferenza “Across the Sea”, dal 5 al 7 Giugno a Genova e con un obiettivo tanto importante quanto ambizioso, e cioè quello di redigere un piano d’azione concreto per il futuro del Mediterraneo, con focus su temi come il cambiamento climatico, le migrazioni e gender.
Un’iniziativa ideata da tre giovani Alfieri della repubblica: Chiara Damasco, Virginia Barchiesi e Manuel Pala. Presenti oltre 40 giovani studenti provenienti da 13 paesi del Mediterraneo, portando avanti valori come la pace, il rispetto, il dialogo interculturale, la partecipazione giovanile. Il rispetto tra popoli e cooperazione tra le nazioni.
È stato un vero onore per me partecipare alla cerimonia d’apertura, in rappresentanza dell’Assemblea Parlamentare per il Mediterraneo (PAM) e come Presidente di ManifestA. Le voci e le idee dei giovani sono determinanti per superare le azioni di breve termine, per agire con soluzioni inclusive e sostenibili a lungo termine.
Un confronto su questioni come la guerra, il cambiamento climatico, le migrazioni e l’uguaglianza di genere, tematiche centrali che richiedono risposte urgenti e che non possono più essere rimandate.
La regione del Mediterraneo ospita oltre 510 milioni di persone e le conseguenze del cambiamento climatico, come temperature più alte, siccità, desertificazione e l’innalzamento del livello del mare, stanno influenzando pesantemente la possibilità di sostentamento delle persone, provocando gravi ripercussioni sulla salute pubblica, sulla sicurezza alimentare ed energetica. Non solo, il cambiamento climatico e la scarsità di risorse innesca tensioni e competizioni per le scarse risorse naturali, contribuendo a accrescere conflitti e instabilità.
Il bacino del Mediterraneo è estremamente vulnerabile, come abbiamo potuto constatare anche recentemente nella drammatica alluvione in Emilia-Romagna. Parliamo di condizioni che costringeranno milioni di persone – la stima è di oltre 216 milioni di persone entro il 2050 – a lasciare la propria terra, se non intraprendiamo azioni concrete per il clima e lo sviluppo. Un numero estremamente preoccupante! Solo nel 2023 oltre 60.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo, raggiungendo livelli record. 1090 persone sono morte o disperse da inizio anno, rendendo la rotta mediterranea quella più mortale al mondo.
Parlando di migrazioni e cambiamenti climatici, non si può ignorare l’impatto che questi hanno anche sui diritti delle donne.
Considerate le prime vittime, questi cambiamenti non fanno altro che ampliare le disuguaglianze di genere esistenti e porre minacce uniche ai mezzi di sussistenza, salute e sicurezza. Una ripartizione ineguale di potere tra uomini e donne, dove il divario di genere nell’accesso all’istruzione e alle opportunità di lavoro, alla violenza di genere e tutte le alter forme di discriminazione di genere profondamente radicate diventa sempre più ampio, piuttosto che ridursi. Ma le donne sono anche quelle in prima linea per fornire soluzioni concrete ed essere motori concreti di cambiamento.
Che il documento prodotto in questi tre giorni a Genova sia l’inizio di nuovi obiettivi, proposte ma soprattutto ascolto e confronto dalla controparte politica. Perche sovente chiediamo ai giovani di stare in primo piano e partecipare attivamente, ma quando ciò accade spesso dall’altra parte non c’è nessuno.
Noi di ManifestA ci siamo e ci saremo. Buon lavoro!







